Archivio mensile luglio 2017

DiCasaPound Trentino Alto Adige

Centinaia di nuovi profughi in Trentino Alto Adige: CasaPound protesta con 50 striscioni sull’A22

BOLZANO/TRENTO – “Refugees NOT welcome” questo il testo degli oltre 50 striscioni con i quali CasaPound ha tappezzato tutta la tratta regionale dell’A22 e tutti i caselli, in entrata e in uscita, dal Brennero a Ala, per protestare contro i continui arrivi di profughi, centinaia in un solo mese.
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“Questi immigrati avranno anche il costoso ‘benvenuto’ delle sinistre e della Caritas, ma non hanno né il nostro, né sopratutto quello del nostro popolo”.
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“Le politiche italiane sull’accoglienza sono sempre state fuori controllo e tutta Europa sembra essersene resa conto, tranne noi – interviene in nota Andrea Bonazza, coordinatore regionale di CasaPound – Sono diverse centinaia i sedicenti profughi che il Trentino Alto Adige ha dovuto ospitare in un solo mese e tanti ancora ne arriveranno nelle prossime settimane.
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Questo morboso desiderio di accoglienza indiscriminata non è altro che il sintomo di una politica ormai esanime, priva di polso e amore verso i propri connazionali, e succube delle folli imposizione del governo”.
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“Le nostre città sono ostaggio della criminalità e del degrado che questo selvaggio fenomeno migratorio comporta, e questo avviene sotto lo sguardo accondiscendente di una classe politica che ha già dimostrato di non avere il popolo italiano tra le sue priorità – continua il coordinatore di Cpi – Le scelte criminali a riguardo stanno causando la perdita dei nostri quartieri, l’indebolimento del nostro sistema sociale e lo sradicamento culturale del nostro popolo”.
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“Noi di CasaPound non abbiamo nessuna intenzione di arrenderci a questa violenta invasione – conclude Bonazza – tutti coloro i quali bramano di fare cassa con il business dell’accoglienza, sacrificando la nostra Nazione, ci troveranno sempre in lotta a difesa delle mura delle nostre città”.
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DiCasaPound Trentino Alto Adige

Idee2025, CasaPound vota contro: “meglio il corporativismo originale”

Bolzano, 7 luglio – “L’iniziativa del documento Idee2025 ci piace dal momento che dovrebbe coinvolgere cittadini, associazioni, sindacati e professionisti, nello sviluppo della città – afferma in una nota il consigliere comunale di CasaPound Andrea Bonazza – ci ricorda quasi una sorta di corporativismo italiano degli anni 20 in cui tecnici, semplici lavoratori ed esperti dei vari settori contribuirono a migliorare l’amministrazione pubblica”.

Nel documento elaborato dalla maggioranza però, abbiamo visto che così non è stato – spiega Bonazza – dopo aver preteso la lista dei partecipanti al progetto (le ultime liste ci sono state fornite appena 2 ore prima della seduta), ed aver contattato alcuni sodalizi mancanti all’appello, abbiamo appurato che diverse associazioni e sindacati operanti da anni sul territorio cittadino, con nostro grande disappunto, non sono stati coinvolti, a differenza di diversi noti esponenti politici della sinistra locale”.

Ma veniamo al documento in sè: Tra i vari cantieri di ‘Idee2025’ troviamo continuamente l’esigenza di sopperire alle richieste dei ‘nuovi cittadini’, con politiche di integrazione più rilevanti anche nelle spese e maggiori risorse per il volontariato ad esse legate. “Sfido qualsiasi sondaggio o referendum – prosegue il consigliere di Cpi – a garantirci che realmente questa sia la volontà della cittadinanza, come invece ci è stato ribadito dai promotori di questo progetto che, come abbiamo dichiarato in corso di consiglio comunale, tiene poco conto dei danni che il nostro territorio subirà a lungo termine, continuando ad incentivare un accoglienza che sfrutta il nostro sistema sociale senza nulla offrire in cambio”.

Nel documento troviamo poi indirizzi di lavoro in ambito culturale in cui si esprime la volontà di far sì che il nuovo polo bibliotecario possa diventare il ‘polo delle culture’. “Forse la giunta o le sue associazioni amiche intendono trasformare ciò che dovrebbe essere il nuovo gioiello della cultura bolzanina in un dormitorio per stranieri come avvenuto alla biblioteca civica? – continua Bonazza – Si parla inoltre di populismo, di Trump, di non politicizzare la cultura quando invece, leggendo il documento, ci si rende conto che è stato scritto con la solita penna rossa che ha sempre rifiutato le iniziative non allineate all’egemonia culturale della sinistra”.

CasaPound entra poi nel merito dell’urbanizzazione del territorio e della realizzazione di nuovi spazi da dedicare ai vari settori: “La città, colpevole di un piano urbanistico valido mancante da decenni, è già troppo concentrata su sè stessa e ultimamente abbiamo opere edilizie in costruzione sempre più sulle pendici montuose che contornano il capoluogo. Non si può pretendere di soffocare ulteriormente il respiro urbano, con nuovi spazi, in una città già satura di cemento e traffico. Serve prima un vero piano urbanistico che tenga conto di un espansione a sud-ovest, salvaguardando il più possibile la campagna ed il verde che circonda la città”.

Nelle varie tematiche presentate da ‘Idee2025’, il gruppo consiliare di Cpi chiede direttamente al sindaco anche cosa la giunta intenda fare con i ‘nuovi mercati coperti di quartiere’: “Già assistiamo ad una lenta morte dei mercati di quartiere in zone come via Piacenza e Oltrisarco, cosa intende fare oggi la giunta? Creare ulteriore concorrenza che uccida del tutto un lavoro? Quello dei mercatari? Che dev’essere invece da tutelare e difendere? Si pensi prima a salvare dal processo di liberalizzazione le licenze di decine di nostri concittadini, sudate e strapagate per anni, e oggi appese ad un filo burocratico tra Stato e Provincia che tiene sul patibolo il futuro di questi lavoratori”.

Al termine di un lungo intervento del gruppo consiliare di CasaPound, i consiglieri del movimento della tartaruga frecciata hanno votato contro il documento ‘Idee2025’, suggerendo alla maggioranza di mettere a disposizione della comunità cittadina un indirizzo mail al quale i bolzanini possano manifestare, realmente, le proprie idee o, come sostiene CasaPound: “esprimere il proprio malcontento per le tante inutili priorità di questi progetti”.

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CasaPound Bolzano si astiene su Longon: “Adesso piazza Martiri delle foibe”

Bolzano, 5 luglio – Ieri sera in consiglio comunale si è votato per la cittadinanza onoraria al partigiano Manlio Longon che fu il promotore della sparuta resistenza in Alto Adige, fucilato dalla Gestapo nel 1944.
Dopo qualche intervento strappalacrime di area PD, ho ribadito che oggi, a 73 anni di distanza dalla Seconda Guerra Mondiale, devono essere ricordati e rispettati TUTTI i Caduti, sopratutto Coloro che da giovanissimi, per salvare l’onore della Patria, si arruolarono tra le fila della Repubblica Sociale Italiana consci di combattere per una guerra ormai persa, e la cui memoria viene ancora oggi censurata e insultata anche nelle aule istituzionali.
CasaPound aveva già espresso al sindaco il proprio disappunto lungo decenni, per essersi visti negare l’intitolazione di una via o una piazza ai Martiri delle foibe dalle precedenti giunte di centrosinistra, ma il sindaco Caramaschi questa sera si è impegnato pubblicamente per dedicare a breve termine una parte della città a questi nostri connazionali, massacrati a centinaia di migliaia dai partigiani titini nelle terre dell’Istria e della Dalmazia.
Come abbiamo sostenuto innumerevoli volte, alle parole preferiamo i fatti, e in attesa di inaugurare una strada di Bolzano ai Martiri delle foibe e trovare più rispetto per i Caduti che scelsero “la parte sbagliata”, in questa occasione ci siamo astenuti.
Alla nostra dichiarazione di astensione alcuni consiglieri di centrosinistra ci hanno invitato a cambiare idea e votare a favore della delibera, anche perché in fase di votazione l’astensione vale come espressione di voto contrario.
Abbiamo risposto loro che lo sappiamo in quanto sono state proprio le astensioni della maggioranza ad insegnarci il perché tante nostre mozioni sono state respinte.
Tranne CasaPound, tutto il consiglio comunale, dal centrosinistra alla Lega, dal centrodestra ai 5stelle, ha votato a favore.
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Altri cento immigrati a Bolzano – CasaPound: fermare questa macchina mangia soldi e fabbrica feccia

Bolzano, 4 luglio – La sezione locale di CasaPound prende posizione sulla questione migranti, che anche in questi giorni occupa la cronaca locale.

“Tutti parlano dei 35 finti profughi che dai centri di accoglienza bolzanini, vengono spostati in queste ore a Laives, ma nessuno parla dei 100 immigrati che in questi giorni stanno arrivando nel capoluogo – interviene in una nota il coordinatore regionale di Cpi Andrea Bonazza, in risposta alle affermazioni del sindaco Caramaschi – Attualmente l’ex Alimarket ospita 400 sedicenti profughi, già in precarie condizioni di sicurezza e igiene, mettendo sempre più a rischio l’ordine e la salute pubblica della città”.

“Ancora una volta l’Unione Europea impone l’accoglienza all’Italia che supinamente ubbidisce – continua Bonazza – Ancora una volta, la Provincia ubbidisce allo Stato e all’Ue, usando la città di Bolzano come discarica provinciale e, ancora una volta, i cittadini sono costretti a subire i vergognosi accordi tra il Comune di Bolzano, la Provincia e le insaziabili organizzazioni caritatevoli coinvolte in questa macchina mangia soldi e fabbrica feccia, che non pone soluzioni ma ne amplifica il problema” conclude la nota.